Morte di mezza estate – Mishima

“Le piace il Giappone moderno?” “Mi piace il Giappone tradizionale. Non sono uno scrittore rivoluzionario, di avanguardia. Sono quello che sono.”

 

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Descrizione del libro

Scrittore aggressivo, emblematico di una cultura elegante e basata sul rituale, Mishima uniformò il suo stile di vita ai precetti degli antichi samurai, pur rimanendo il più “occidentale” degli intellettuali giapponesi.L’intreccio di arte e di azione non basta a spiegare la tragica coerenza delpersonaggio, né la sua posizione di primo piano nella letteratura giapponese del Novecento. Proprio per questo i dieci racconti di “Morte di mezza estate”si rivelano illuminanti: introducono ai temi fondamentali della sua opera e auna ricerca estetica che dà vita a un linguaggio ora prezioso ora freddo e lineare.

 

Commento

  

Mishima fu fra i miei primi contatti con la letteratura giapponese. Non ci piacemmo a pelle, da allora tento di recuperare ma a quanto pare solo rare eccezioni dell’autore mi colpiscono positivamente (vedasi “Ali”).

I suoi scritti mi suscitano sentimenti forti di fastidio per lo svolgersi delle vicende e la ribellione ad un pattern che sembra prefissato e da cui sembra impossibile sfuggire.

La sensazione è di essere una farfalla intrappolata da un ragno autcompiaciuto della propria perfezione stilistica nel tesser la tela.

 

 

In questi racconti Mishima affronta argomenti relativi alla tradizione (seppuku, sacerdoti e amori cortigiani, kabuki, geishe) e modernità (città, viaggi in America, vacanze marine). Le due anime del Giappone mai internamente frammiste. Benché Mishima si dica tradizionalista, da questi specifici racconti non si ha la forte dicotomia di altri autori, né il senso di nostalgia per le tradizioni, esse sono viste come qualcosa ancora vivo ed attuale insieme all’accettazione della modernità.

 

 

Dalla prefazione di Moravia, come egli descrive Yukio e ce lo fa comprendere:

“Era molto piccolo ma con quell’aria marziale, energica virile e aggressiva che hanno talvolta i giapponesi. Aveva un volto di un ovale perfetto, dai tratti oltremodo regolari e immobili, un po’ simile ad una maschera. Poi, a un tratto, si é messo a ridere. La risata ha fatto crollare la maschera. Sarcastica, violenta, ha conferito per un momento al volto un’espressione selvaggia. Ho pensato che ambedue queste espressioni, quella impassibile e quella furiosa, fossero caratteristiche del personaggio del samurai al quale Mishima manifestamente sembrava uniformarsi.

(…)

Mishima come uomo pubblico e come scrittore era rappresentativo del Giappone, un paese dualistico e contraddittorio nel quale, accanto ad una rivoluzione industriale e neocapitalistica di tipo americano, coesistono abitudini, costumi e visioni del mondo tradizionale. Ancora oggi in Giappone la mediazione tra rivoluzione industriale e feudalesimo nella letteratura é affidata non già al marxismo, bensì all’estetismo, un po’ come avveniva in Europa un secolo fa. Per questo forse Mishima amava d’Annunzio. Non lo amava perché‚ apparteneva al passato; lo amava perché‚ lo riteneva tuttora nel centro del presente. Mishima, beninteso, era soprattutto un nevrotico e il suo harakiri ha principalmente valore di sintomo. Ma le nevrosi sono in fondo fenomeni culturali, specie in un uomo di cultura. Questo spiega anche perché‚ in Mishima, il personaggio pubblico, alla fine, abbia prevalso sullo scrittore.”

 

 

Gli argomenti dei racconti sono affrontati con toni cupi, tragici, visti da un occhio egoista ed egocentrico, anche se non è escluso un certo sarcasmo, che nasce spesso dalla mancanza di fiducia nella donna.

 

 

Questo Mishima edonista e pessimista non riesce a conquistarmi. Non basta la sua scrittura limpida ed evocativa, soprattutto di lucidi morbosismi, ciò che narra mi urta ed è troppo visibile dietro all’apparente passione una studiata maniera che personalmente non gradisco. Troppo dannunzianamente autocompiaciuto.

Tre stelle a malapena perché Morte di mezz’estate è molto forte, incredibilmente vicino, Patriottismo è altamente sensuale e dichiaratamente programmatico e I sette ponti evocativo. Il resto è quasi trascurabile.

 

Nel dettaglio i racconti:

 

Morte di mezza estate

Un racconto che suscita sentimenti forti, che scava in meccanismi psicologici naturali ma che la morale ci impone di non vedere ed è per questo fastidioso.

Non riesco ad amare quel modo manierato di porre le più terribili emozioni come routine: quasi ci fosse noia nella morte di bimbi piccoli.

“Egoista nel tipico modo delle donne, rimuginava continuamente il mistero di questo numero. Masaru, l’essere sociale, col tempo era giunto alla conclusione che era il caso di vedere la disgrazia così come la vedeva la società: erano stati fortunati che la loro disgrazia non rivestisse implicazioni sociali.”

 

Tre milioni di yen

Una coppia innamorata.

Una ventata di non dico ottimismo ma almeno speranza in mezzo allo squallore dei divertimenti posticci.

 

L’amore del sacerdote del Tempio di Shiga

L’illusione del mondo fluttuante, da due distintissimi punti di vista.

 

La paura dei thermos

Quanto le donne sono più forti degli uomini, inutile negarlo.

 

Patriottismo

Estasi e …premonizione?

O piuttosto pianificazione.

Sebbene il tenente stesse parlando del suo dilemma, nella sua mente non c’era posto per l’incertezza.

 

Dojoji

Fiori di pizzo, fiori di seta. Fiori freddi e morti, dal forte profumo.

Atto teatrale. Amore e morte nuovamente con tocchi di assurdità. Non apprezzo questi ati unici, si vede?

Un finale senza sentimento e inaspettato per Mishima.

 

Onnagata

Un onnagata é il figlio nato dall’unione illecita di sogno e realtà.

Kabuki: ruoli femminili interpretati da uomini, diffuso sentore di sensualità, gelosia e amori proibiti.

Un accompagnamento musicale, prodotto da un particolare strumento di squisita raffinatezza, non lo si può ottenere suonando uno strumento normale in chiave minore e nemmeno, nel caso degli onnagata, dalla servile imitazione delle vere donne.

 

I sette ponti

Desideri silenziosi in una estraniante passeggiata lunare nella notte estiva: il contrasto tra le preghiere di quattro giovani in kimono e l’indifferenza della città moderna, tra donne di mondo e contadine.

 

La perla

Festa di compleanno con sorpresa. Divertente? Amaro e conformista.

 

Fasce per bambini

Chiuse per un attimo gli occhi e d’improvviso vide il bimbo appena nato davanti a lei: giaceva sul parquet, con il corpicino avvolto in giornali macchiati di sangue.

Toshiko era sicura che il dottore avesse fatto questo per puro disprezzo

 

 

 

Voto globale:

 

 

 

Altri dati:

 

Titolo: Morte di mezza estate

Autore: Yukio Mishima,

Traduttore: M. Amante

Pagine: 250 

Prezzo: 9,00€ 

ISBN-10: 8882466191

ISBN-13: 9788882466190

Editore: Guanda

Data di pubblicazione: Jan 01, 2003

 

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Morte di mezza estate – Mishimaultima modifica: 2010-09-10T12:30:00+02:00da morgana_luna
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