L’intervallo – Alessandro Ghebreigziabiher

La sospensione tra due atti, l’intervallo

 

 

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Descrizione del libro:

Dalla quarta di copertina:

“L’intervallo” è la storia di Mario, l’eroe del terzo millennio. L’eletto non è un programmatore, bello ed atletico, che schiva le pallottole e tanto meno un hobbit con i piedi grossi, puro di cuore e con un anello malefico nascosto nella tasca. Il prescelto è un uomo qualunque, uno come tanti. Solo qualcuno capace di vincere le proprie paure riuscendo a non fare pipì.
Mario vive a Roma ed è un esperto viziato. La sua vita procede tranquilla, come un noioso film. Ed è proprio nell’intervallo di uno di questi, al cinema, abbandonando gli amici per andare al bagno, che il nostro verrà catapultato in un’avventura rocambolesca, della quale si ritroverà inaspettatamente eroe riconosciuto.

 

Commento:

 

Eccoci dunque alle avventure grottesche, assurde, irriverenti e brancaleoniche di un malassemblato gruppo di personaggi. A partire da Mario, il bamboccione nonché l’eletto, per passare a il topo con il cagnolino intorno, il finto bambino, il finto eletto, la finta donna!

 

All’inizio abbiamo Mario, così viziato che lo strozzerei. Altro che mamma e nonna, pure loro al rogo 😛

Insomma, questo fannullone va al cinema ed anche lì, al momento del bisogno, cerca di fare il furbo e scavalcare la fila. Ma questo lo porterà ben più lontano che alla ritirata!

In una Roma arraffazzonata incontra il Baffo, una sorta di parodia di Peter Pan, misto con storie ben più sporche: solo qui gli si svela il suo ruolo futuro!

Ed ancora si imbatterà in mille personaggi, tra cui Malachia, Stella, Amilcare, Teodoro Pugaciov, Olga, Pennarello…ops

 

L’insieme è spassoso e sicuramente è stato un divertimento per l’autore.

 

Si, un esperimento che parte bene, buttandoci nella vicenda in maniera molto veloce. Nella seconda parte rallenta sia il ritmo delle avventure che quello della scrittura. E la chiusura del libro, benché sia aperta e sfugga ai soliti cliché optando invece per un verismo inaspettato, arriva troppo tardi. Suggerirei di dare un po’ più spazio al finale limando dalla parte seconda del libro che a tratti stagna.

 

Nel complesso io l’ho trovato piacevole e scorrevole. Mi ha lievemente delusa nel finale, per l’assenza di alcune spiegazioni che mi aspettavo e per un’impressione di frettolosità dopo tanta preparazione.

Mi ricorda qualcosa di altri piacevoli libri letti (Nessun Dove, Pan): la città alternativa, i comprimari borderline, la moralità mista.

 

Lo stile di scrittura è particolare, ironico e spiazzante. Per caratterizzare i personaggi e meglio ambientare la vicenda in una Roma alternativa, vi è massiccio uso del dialetto e delle storpiature, in maniera comprensibile (anche per me del profondo Nord è chiaro cosa si dicono pugliesi, romani e campani XD). Il ritmo è alterno e si arena nel mezzo, dove qualche imprecisione, o forse qualche gioco di parole di troppo…non so, mi han quasi annoiato.

 

Presentato come fantascientifico, io, seppur non amante delle catalogazioni, farei rientrare in pieno questo libro nell’urban fantasy!

La quest, la compagnia di buoni che parte per la sua missione, l’eroe, il cattivone, i “poteri sovrannaturali”, la morale: tutto fantasy… e poi la Roma alternativa del sopra e sotto, avventura urbana.

 

E devo dire anche che la bizzarra composizione del gruppo mi ricorda certe sessioni di GdR che facevo a Dungeons and Dragon (che, Alessandro, ci spiavi quando giocavamo? :P) con La compagnia della Verga, il cui nome manco a dirlo derivava dalle peculiarità di una muscolosa Signorina…

 

Capisco che possa non piacere, non è per tutti. È come se fosse una fan fiction di certi generi e se non sei interessato a quelli di certo il libro sembrerà più che strano.

Inoltre non si prende troppo sul serio. Ma il messaggio c’è eccome, non facciamoci ingannare anche noi dalla forma, guardiamo alla sostanza.

 

Se bisogna fare un appunto questo è non tanto all’assurdità della trama, che credo cosa voluta e che comunque ha un suo fil rouge conduttore e dei messaggi da trasmettere, ma alla mancanza di ogni tensione o fretta, il pericolo sottile e sotteso alla narrazione di questo tipo che la rende viva.

Malgrado l’impellente bisogno del protagonista, sembra che tutti prendano la cosa come una vacanza. Non vi è mai un momento che sia lontanamente epico.

 

Il cattivo è proprio una macchietta ed alcuni comprimari non hanno lo spazio di evoluzione che avrei voluto (solo Kurpatiello, ok, ma ci tenevo tanto a lui!).

Tanti altri sono però sviluppati bene e sono personaggi che si fanno ricordare: Stella e Amilcare in primis, e anche Milo, Teodoro, il Baffo, Malachia.

 

Da una bella iniziativa dell’editore Intermezzi che cercava 50 lettori forti aNobiiani:

http://www.intermezzieditore.it/blog/?p=1247

 http://www.anobii.com/groups/01cf091ea25d8189ea/

 

 

 

Voto:  

 

 

Altri dati

Titolo: L’intervallo

Autore:  Alessandro Ghebreigziabiher

Prezzo: 14,60€

Pagine: 252

ISBN-10: 8890357614

ISBN-13: 9788890357619

Editore: Intermezzi

Data di pubblicazione: Mar, 2008

L’intervallo – Alessandro Ghebreigziabiherultima modifica: 2010-04-26T14:28:00+02:00da morgana_luna
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