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20/04/2011
L'inferno degli specchi - Edogawa Ranpo
Portarsi dentro il proprio inferno
Descrizione del libro
Edogawa Ranpo (1894-1965), pseudonimo di Taro Hirai, è stato uno dei maestri del giallo, del gotico e del fantastico giapponese. Ammiratore di Poe, volle cambiarsi il nome in modo che suonasse come quello di “Edogaa Aran Poo”. Da noi sono state tradotte sia alcune raccolte di racconti che i romanzi La belva nell’ombra e Il mostro cieco. È noto tra il pubblico giovanile perché nel manga Detective Conan il protagonista Shinichi Kudo, per nascondere la sua vera identità, sceglie il nome fittizio di Conan Edogawa (unendo il nome di Conan Doyle al cognome di Ranpo).
Commento
Un libro consigliato soprattutto a chi ama i racconti gialli e surreali che hanno risvolti psicologici. Al di là della qualità dei singoli racconti, tutti lasciano un senso di mistero e sono coinvolgenti, divertono e spaventano, il tutto ambientato in situazioni che chiaramente profumano di Giappone anche se hanno respiro internazionale.
Fa venir voglia di leggere altro dell'autore, che fu il primo giallista giapponese vero e proprio, ci dice la postfazione, ispirandosi fortemente all'amato Poe.
Anche perché a me i racconti in generale lasciano poco, li scordo presto e non faccio in tempo ad affezionarmi ai personaggi.
Una nota negativa è che al mio gusto risulta datato come stile, molto occidentale rispetto ad altri autori nipponici suoi contemporanei, e con soluzioni che sembrano a volte poco originali (non dubito lo fossero quando furono scritti, ma oggi sono intuibili). Forse anche la traduzione dall'inglese (non so di quando) contribuisce a far sentire il tempo.
Un assaggio che partendo dalle mie alte aspettative poteva essere migliore, che comunque mi ha soddisfatto e che per conoscere l’autore, a soli 5,50€, va assolutamente fatto!
Di seguito qualche parola su ogni racconto.
La sedia umana ****
Un artigiano bruttissimo ma abilissimo a creare sedie si innamora di una sua creazione e decide di "viverla".
Chissà se il finale è sincero. Il tutto è sia grottesco, inquietante e divertente e con buon ritmo.
Questo racconto fu già pubblicato in italiano nel lontano 1976 ed allora fu molto apprezzato.
Sa di Poe e Asimov, con un gusto tutto giapponese nelle ossessioni del protagonista.
La scrittura e struttura del racconto mi ricordano i già citati scrittori, anche nel modo di usare una lettera nel raccontare (mannaggia al font piccolissimo!), nel ritmo e modo di progredire del racconto"chiudendosi" attorno ai protagonisti, come nei termini usati che sono un pò datati.
Il test psicologico ***
Un brillante studente vuole attuare il delitto perfetto ma....
Racconto giallo psicologico con risoluzione alla Detective Conan, Edogawa Conan, capite a me! ;)
La stanza rossa ***
Un club esclusivo in cui si raccontano horror accoglie un nuovo membro…
Il club della stanza rossa mi ricorda in qualche modo Rohald Dahl ed i suoi racconti da brivido sempre al limite dell’assurdo.
Intrigante l’idea del tipo di delitto perfetto perpetrato dal sedicente pluriassassino.
Il bruco *****
Un mutilato di guerra vive quasi in stato vegetale, accudito dalla moglie, nel parco della villa di un grande generale. Suo unico contatto col mondo gli occhi vivaci e penetranti e le vivide passioni inappagate. La solitudine pesa su questi personaggi…
Il più bello della raccolta, per me, perché mi ricorda storie di spettri giapponesi ed atmosfere della campagna nipponica.
L’inferno degli specchi ****
Riflessi di pazzia.
Un amico strambo e la sua ossessione per l’ottica lo portano a creare lo specchio totale.
Mi ricorda un’intensa esperienza sensoriale regalatami da una creazione di Yayoi Kusama, artista guarda caso giapponese, You Who are Getting Obliterated in the Dancing Swarm of Fireflies che consisteva nel chiudersi per alcuni minuti in una stanza buia tutta di specchi in cui delle luci come lucciole si accendevano a diversa intensità e frequenza.
I gemelli ***1/2
Confessione di un condannato a morte.
Anche qui un caso giallo che viene svelato dal colpevole stesso. Gustoso ma forse il più prevedibile, già dal titolo.
La rupe ***
Una moglie ingenua, un marito pericoloso, o due amanti diabolici?
In forma di atto teatrale un racconto di...astuzia.
I due menomati ***
Due anziani alle terme si scambiano ricordi di vita e segreti inconfessati.
Anche qui un accenno alla guerra ed alle sue conseguenze.
Benchè prevedibile, un altro esempio di delitto perfetto e beffa ben congeniati.
Il viaggiatore col quadro di stoffa ****
Sul vuoto treno di ritorno da una spiaggia dove si possono osservare miraggi, l’incontro con un misterioso uomo ed il suo bagaglio.
Il racconto forse più fantascientifico o fantastico della serie, insieme a “La sedia umana”.
Mi è piaciuta la descrizione della vecchia Tokyo e la poesia insita in quel portare in viaggio il quadro.
Malinconico ed onirico.
Voto: 




Altri dati
Autore: Edogawa Ranpo
Traduttore: Laura Serra
Postfazione: James B. Harris
Titolo: L'inferno degli specchi
Pagine: 209
Editore: A. Mondadori
Data di pubblicazione: Apr, 2011
18:04 Scritto da: morgana_luna in Fantascienza, Fantascienza, Letteratura orientale, Letteratura orientale, Libri, Libri, libri e fumetti, libri e fumetti | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: libri, books, letteratura giapponese, gialli, fantascienza, ranpo, rampo, poe, conan


Commenti
Ciao,
ho trovato il tuo blog cercando dati su questo libro, mio prossimo acquisto. Interessante ed utile il commento che cercavo, molto curato anche tutto il resto.
A rileggerci, magari vieni anche tu a trovarmi, se ti fa piacere!
:)
Scritto da: Luigi | 25/04/2011
Ciao Lettriceonnivora! Hai letto il romanzo “identità perduta”, l'e-book di Michele Allegri pubblicato su Amazon?
Ho ancora l’animo in subbuglio..
Complimenti per il blog!
Martina
Scritto da: Martina | 16/04/2012
Grazie Martina di suggerimento - non lo conosco, lo segno - e complimenti :)
Devo rimettermi a scrivere qualcosa in questo blog....
Scritto da: MMorgana | 08/05/2012
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