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04/10/2010
Vulcano - Shusaku Endo
Decise di chiudere gli occhi davanti alle volgarità, e nell'accettare l'offerta, arrivò perfino ad abbellire il volto con un sorriso.
Descrizione del libro
In questo suo primo romanzo, che anticipa i grandi momenti di "Silenzio" e "Samurai", Endo affronta il tema a lui caro del confronto tra Oriente e Occidente, fra le due coppie che dominano le rispettive culture: vergogna-onore e peccato-redenzione. Intessuti nelle esistenze dei due protagonisti, un giapponese, Suda, e un europeo, Durand, questi temi si fanno storia e narrazione. I due protagonisti, le cui vite appena si sfiorano, guardano al grande vulcano, l'Akadaké, che domina la città e il loro destino, animati da opposte speranze e desideri; in Suda, quello di aver stabilito con la montagna un legame particolare, un parallelismo di vita lungo il ciclo naturale della nascita e della morte; in Durand, una visione apocalittica di distruzione finale, l'immagine di un'insidia spirituale che è il senso stesso del Cosmo.
Commento
Che montagna di angoscia. Un vulcano assomiglia alla vita di un uomo. In gioventù lascia scatenare le passioni e arde di fuoco. Erutta lava. Ma quando invecchia, si accolla il fardello delle passate cattive azioni e diventa quieto come una tomba.
...
Tuttavia, Suda san, un essere umano non è del tutto come un vulcano. Lei ed io, quand'invecchieremo, daremo un'occhiata retrospettiva alle nostre vite e diverremo pienamente consapevoli dei nostri errori. (...) Ma quando ci rendiamo conto dei nostri errori - e qui sta la tragedia della vecchiaia, non è vero forse? - non abbiamo più tempo per vivere meglio un'altra volta.
Un romanzo dalla trama lineare, su due uomini giunti alla fine del loro cammino, che vivono vicini fisicamente ma mai mentalmente in un ospedale all'ombra del vulcano.
Un libro che parla di disillusione nella vecchiaia, dello scoprire che la propria vita è tutt'altro da quanto ci si aspettava, dell'"assoluta solitudine di cui è pregna la vita umana (...) non vi è salvezza, non vi è consolazione possibile" (definizione da tutt'altro libro di Sakaguchi Ango, una frase che ho trovato adattissima a descrivere il mio sentire per questa opera).
I protagonisti hanno storie diverse che ci vengono spiegate in parallelo:
il francese Durand, spretato e disilluso:
Sentiva che la sua anima si era congelata. Aveva congiunto le mani per pregare Dio, Colui che aveva pregato per tutta la vita. Dio non aveva risposto.
Il cinquantenne pensionato Suda, Direttore del Centro di Osservazione Metereologico del vulcano Akadakè, che nelle sue azioni fredde mette le apparenze davanti all'essenza.
Lo stesso volto dell'ipocrisia ed egoismo, che in gioventù erano innocentemente camuffati da buone azioni e che in questo libro sulla vecchiaia e il discanto permeano tutto.
La dura necessità di continuare a vivere, quando uno è vecchio. Non ne aveva mai intuito la tristezza, ma ora quella tristezza lo colpì al cuore e fece male.
Un romanzo senza assoluzione. Eppure la negatività che lo permea mi ha dato una lettura intensa, memorabile, ricca di sensazioni.
Voto: 



Altri dati:
Titolo: Vulcano
Autore: Shusaku Endo
Pagine: 192
ISBN-10: 8818060112
ISBN-13: 9788818060119
Editore: Rusconi
Data di pubblicazione: Sep 01, 1985
11:58 Scritto da: morgana_luna in Letteratura orientale, Libri, libri e fumetti, Miti e leggende | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: letteratura, giappone, commenti, endo, vulcano, vecchiaia, giapponese


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