L’inferno degli specchi – Edogawa Ranpo

Portarsi dentro il proprio inferno

 

image_book.php?type=3&item_id=012874e50745ef28db&time=1302365795

 

 

 

Descrizione del libro

Quando “La sedia umana” fu tradotto su “Galassia” parecchi anni fa, molti gridarono al miracolo di un autore assolutamente nuovo e sorprendente. In realtà Edogawa Ranpo (o Rampo, come alcuni preferiscono traslitterare) è tutt’altro che un autore nuovo, essendo vissuto in Giappone tra il 1894 e il 1965. È però di quegli autori capaci di sorprendere sempre e comunque, perché le sue invenzioni folgoranti, i suoi “mostri ciechi”, le sue solitudini urbane sono il prodotto di un’immaginazione di prim’ordine e che ha ancora molto da dirci. In questa raccolta di classici torna “La sedia umana”, ma insieme al suo sorprendente segreto vengono svelati anche quelli di “L’inferno degli specchi”, “Test psicologico”, “Gemelli” e altri ancora.

Edogawa Ranpo (1894-1965), pseudonimo di Taro Hirai, è stato uno dei maestri del giallo, del gotico e del fantastico giapponese. Ammiratore di Poe, volle cambiarsi il nome in modo che suonasse come quello di “Edogaa Aran Poo”. Da noi sono state tradotte sia alcune raccolte di racconti che i romanzi La belva nell’ombra e Il mostro cieco. È noto tra il pubblico giovanile perché nel manga Detective Conan il protagonista Shinichi Kudo, per nascondere la sua vera identità, sceglie il nome fittizio di Conan Edogawa (unendo il nome di Conan Doyle al cognome di Ranpo).

 

Commento

Raccolta di racconti principalmente gialli e thriller, con tocchi fantascientifici, fantastici ed insieme grotteschi degli anni dal 1925 al 1950 circa del famoso Edogawa Ranpo (pronunciatelo velocemente e ditemi 😉 ).

Un libro consigliato soprattutto a chi ama i racconti gialli e surreali che hanno risvolti psicologici. Al di là della qualità dei singoli racconti, tutti lasciano un senso di mistero e sono coinvolgenti, divertono e spaventano, il tutto ambientato in situazioni che chiaramente profumano di Giappone anche se hanno respiro internazionale.
Fa venir voglia di leggere altro dell’autore, che fu il primo giallista giapponese vero e proprio, ci dice la postfazione, ispirandosi fortemente all’amato Poe.
Anche perché a me i racconti in generale lasciano poco, li scordo presto e non faccio in tempo ad affezionarmi ai personaggi.
Una nota negativa è che al mio gusto risulta datato come stile, molto occidentale rispetto ad altri autori nipponici suoi contemporanei, e con soluzioni che sembrano a volte poco originali (non dubito lo fossero quando furono scritti, ma oggi sono intuibili). Forse anche la traduzione dall’inglese (non so di quando) contribuisce a far sentire il tempo.

Un assaggio che partendo dalle mie alte aspettative poteva essere migliore, che comunque mi ha soddisfatto e che per conoscere l’autore, a soli 5,50€, va assolutamente fatto!

Di seguito qualche parola su ogni racconto.

 

La sedia umana ****

Un artigiano bruttissimo ma abilissimo a creare sedie si innamora di una sua creazione e decide di “viverla”.

Chissà se il finale è sincero. Il tutto è sia grottesco, inquietante e divertente e con buon ritmo.
Questo racconto fu già pubblicato in italiano nel lontano 1976 ed allora fu molto apprezzato.
Sa di Poe e Asimov, con un gusto tutto giapponese nelle ossessioni del protagonista.
La scrittura e struttura del racconto mi ricordano i già citati scrittori, anche nel modo di usare una lettera nel raccontare (mannaggia al font piccolissimo!), nel ritmo e modo di progredire del racconto”chiudendosi” attorno ai protagonisti, come nei termini usati che sono un pò datati.

 

Il test psicologico ***
Un brillante studente vuole attuare il delitto perfetto ma….

Racconto giallo psicologico con risoluzione alla Detective Conan, Edogawa Conan, capite a me! 😉

 

La stanza rossa ***
Un club esclusivo in cui si raccontano horror accoglie un nuovo membro…

Il club della stanza rossa mi ricorda in qualche modo Rohald Dahl ed i suoi racconti da brivido sempre al limite dell’assurdo.
Intrigante l’idea del tipo di delitto perfetto perpetrato dal sedicente pluriassassino.

 

Il bruco *****
Un mutilato di guerra vive quasi in stato vegetale, accudito dalla moglie, nel parco della villa di un grande generale. Suo unico contatto col mondo gli occhi vivaci e penetranti e le vivide passioni inappagate. La solitudine pesa su questi personaggi…

Il più bello della raccolta, per me, perché mi ricorda storie di spettri giapponesi ed atmosfere della campagna nipponica.

 

L’inferno degli specchi ****
Riflessi di pazzia.
Un amico strambo e la sua ossessione per l’ottica lo portano a creare lo specchio totale.

Mi ricorda un’intensa esperienza sensoriale regalatami da una creazione di Yayoi Kusama, artista guarda caso giapponese, You Who are Getting Obliterated in the Dancing Swarm of Fireflies che consisteva nel chiudersi per alcuni minuti in una stanza buia tutta di specchi in cui delle luci come lucciole si accendevano a diversa intensità e frequenza. 

 

I gemelli ***1/2
Confessione di un condannato a morte.

Anche qui un caso giallo che viene svelato dal colpevole stesso. Gustoso ma forse il più prevedibile, già dal titolo.

 

La rupe ***
Una moglie ingenua, un marito pericoloso, o due amanti diabolici?

In forma di atto teatrale un racconto di…astuzia.

 

I due menomati ***
Due anziani alle terme si scambiano ricordi di vita e segreti inconfessati.
Anche qui un accenno alla guerra ed alle sue conseguenze.
Benchè prevedibile, un altro esempio di delitto perfetto e beffa ben congeniati.

 

Il viaggiatore col quadro di stoffa ****
Sul vuoto treno di ritorno da una spiaggia dove si possono osservare miraggi, l’incontro con un misterioso uomo ed il suo bagaglio.

Il racconto forse più fantascientifico o fantastico della serie, insieme a “La sedia umana”.
Mi è piaciuta la descrizione della vecchia Tokyo e la poesia insita in quel portare in viaggio il quadro.
Malinconico ed onirico.

 

 

Voto:



Altri dati


Autore: Edogawa Ranpo

Traduttore:  Laura Serra

Postfazione: James B. Harris

Titolo: L’inferno degli specchi

Pagine: 209

Editore: A. Mondadori

Data di pubblicazione: Apr, 2011

L’inferno degli specchi – Edogawa Ranpoultima modifica: 2011-04-20T18:04:00+00:00da morgana_luna
Reposta per primo quest’articolo

3 pensieri su “L’inferno degli specchi – Edogawa Ranpo

  1. Ciao,
    ho trovato il tuo blog cercando dati su questo libro, mio prossimo acquisto. Interessante ed utile il commento che cercavo, molto curato anche tutto il resto.
    A rileggerci, magari vieni anche tu a trovarmi, se ti fa piacere!
    🙂

Lascia un commento