Mia suocera beve – Diego De Silva

  

All’amore, io, non ho mai chiesto di salvarmi la vita

 

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Descrizione

Vincenzo Malinconico è un avvocato semi disoccupato, semi divorziato, semi felice. Ma soprattutto è un grandioso filosofo autodidatta, uno che mentre vive pensa, si distrae, insegue un’idea da niente facendola lievitare. Al centro del romanzo questa volta c’è un sequestro di persona ripreso in diretta dalle telecamere di un supermercato. Ad averlo studiato ed eseguito è il mite ingegnere informatico che ha progettato il sistema di videosorveglianza. Il sequestrato è un boss della camorra che l’ingegnere considera responsabile della morte accidentale del suo unico figlio. Il piano è d’impressionante efficacia: all’arrivo della televisione, l’ingegnere intende raccontare il suo dramma e processare in diretta il boss. La scena del sequestro diventa così il set di un tragicomico reality, con la folla e le forze dell’ordine che assistono impotenti allo “spettacolo”. La sola speranza d’impedire la tragedia è affidata, manco a dirlo, all’avvocato Vincenzo Malinconico, che l’ingegnere incontra casualmente nel supermercato e “nomina” difensore d’ufficio. Malinconico, con la sua proverbiale irresolutezza, il suo naturale senso del ridicolo, la sua insopprimibile tendenza a rimuginare, uscire fuori tema, trovare il comico nel tragico, il suo riepilogare e riscrivere gli eventi recenti della sua vita privata, riuscirà a sabotare il piano dell’ingegnere e forse anche quel gran pasticcio che è la sua vita.

 

 

Commento:

 

Malincomica logorrea mentale.

 

 

Simpatico, fa ridere, questo avvocato Malinconico. Soprattutto all’inizio mi piace molto poiché è facile farsi trasportare dalla sua verve, riconoscersi in situazioni da lui descritte.

 

 

Per caso, come per carenza di lavoro data la vita lavorativa al limite della sussistenza, Vincenzo Malinconico si trova a cercare un dannato Fior di Pesto al supermercato quando avviene un rocambolesco tentativo di processo-reality.

Ma la vita del Malinconico  non è comunque tranquilla, tra ex mogli narcisiste, scappatelle, amanti focose e (giustamente) sospettose, colleghi intraprendenti, suocere ammalate, figli che lo cazziano e pensieri turbinanti nella sua mente troppo fantasiosa.

 

 

Dopo l’inizio picaresco, alla lunga stanca. Con l’andare delle pagine questo modo di fare col suo parlarsi addosso lamentoso mi innervosisce. Come pure il portarci in mille direzioni.

È un po’ come andare a spasso col cane annusando tra un logorroico Reality Esselunga, la realtà mentale dei sentimenti, la malattia, l’amore filiale adulto-bambino e viceversa.

 

 

Nel complesso è un libro godibile e piacevole, con spunti interessanti, scrittura fluida con richiami dialettali (che io odio se del sud, ma va bene…), storia non banale e svolgimento particolare.

Peccato che il titolo centri come il cavolo a merenda.

Vaneggiamenti…Pare Brutto?

 

 

Voto:   

Altri dati:

Titolo: Mia suocera beve
Autore: Diego De Silva

Pagine: 338

Edizione: 1

ISBN-10: 8806201298

ISBN-13: 9788806201296

Editore: Einaudi (I Coralli)

Data di pubblicazione: Sep, 2010

Mia suocera beve – Diego De Silvaultima modifica: 2010-10-23T08:35:00+00:00da morgana_luna
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