14/05/2012

Anime University - Rikao Yanagita

"da leggere con estrema serietà mentre ci si sbellica dal ridere" (CIT.)

 

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09/05/2012

Beta vol. 1 - Luca Genovese, Luca Vanzella

 Fly, my ufo robot in the sky!


"Negli avveniristici anni Settanta di Beta, la guerra fredda non si fonda sull'incubo dell'olocausto nucleare, ma sulla mutua minaccia dei robot giganti a disposizione delle due superpotenze contrapposte. All'insorgere del ben più incombente pericolo dei mostri bio-meccanici che potrebbero distruggere la Terra, Stati Uniti e Unione Sovietica si alleano, per la salvezza del mondo. Toccherà a Dennis Beta, il figlio del creatore dei robot, prendere il destino dell'umanità nelle gigantesche mani di Spartacus, il robot più potente mai creato. Ma basterà?

Una magistrale epopea tecno-vintage creata da Luca Vanzella e Luca Genovese. Il primo di due indimenticabili volumi, in una veste nostalgica e modernissima al tempo stesso."

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08/05/2012

Hunger Games - Suzanne Collins

Chi ha detto Battle royale?


Le regole sono semplici. Come punizione per la rivolta, ognuno dei dodici distretti deve fornire due partecipanti, un ragazzo e una ragazza, chiamati tributi. I ventiquattro tributi vengono rinchiusi in un'ampia arena all'aperto che può contenere di tutto, da un torrido deserto a una landa ghiacciata. Per varie settimane i concorrenti devono combattere sino alla morte. L'ultimo tributo ancora in piedi vince.


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20/04/2011

L'inferno degli specchi - Edogawa Ranpo

Portarsi dentro il proprio inferno

 

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Descrizione del libro

Quando “La sedia umana” fu tradotto su “Galassia” parecchi anni fa, molti gridarono al miracolo di un autore assolutamente nuovo e sorprendente. In realtà Edogawa Ranpo (o Rampo, come alcuni preferiscono traslitterare) è tutt’altro che un autore nuovo, essendo vissuto in Giappone tra il 1894 e il 1965. È però di quegli autori capaci di sorprendere sempre e comunque, perché le sue invenzioni folgoranti, i suoi “mostri ciechi”, le sue solitudini urbane sono il prodotto di un’immaginazione di prim’ordine e che ha ancora molto da dirci. In questa raccolta di classici torna “La sedia umana”, ma insieme al suo sorprendente segreto vengono svelati anche quelli di “L’inferno degli specchi”, “Test psicologico”, “Gemelli” e altri ancora.

Edogawa Ranpo (1894-1965), pseudonimo di Taro Hirai, è stato uno dei maestri del giallo, del gotico e del fantastico giapponese. Ammiratore di Poe, volle cambiarsi il nome in modo che suonasse come quello di “Edogaa Aran Poo”. Da noi sono state tradotte sia alcune raccolte di racconti che i romanzi La belva nell’ombra e Il mostro cieco. È noto tra il pubblico giovanile perché nel manga Detective Conan il protagonista Shinichi Kudo, per nascondere la sua vera identità, sceglie il nome fittizio di Conan Edogawa (unendo il nome di Conan Doyle al cognome di Ranpo).

 

Commento

Raccolta di racconti principalmente gialli e thriller, con tocchi fantascientifici, fantastici ed insieme grotteschi degli anni dal 1925 al 1950 circa del famoso Edogawa Ranpo (pronunciatelo velocemente e ditemi ;) ).

Un libro consigliato soprattutto a chi ama i racconti gialli e surreali che hanno risvolti psicologici. Al di là della qualità dei singoli racconti, tutti lasciano un senso di mistero e sono coinvolgenti, divertono e spaventano, il tutto ambientato in situazioni che chiaramente profumano di Giappone anche se hanno respiro internazionale.
Fa venir voglia di leggere altro dell'autore, che fu il primo giallista giapponese vero e proprio, ci dice la postfazione, ispirandosi fortemente all'amato Poe.
Anche perché a me i racconti in generale lasciano poco, li scordo presto e non faccio in tempo ad affezionarmi ai personaggi.
Una nota negativa è che al mio gusto risulta datato come stile, molto occidentale rispetto ad altri autori nipponici suoi contemporanei, e con soluzioni che sembrano a volte poco originali (non dubito lo fossero quando furono scritti, ma oggi sono intuibili). Forse anche la traduzione dall'inglese (non so di quando) contribuisce a far sentire il tempo.

Un assaggio che partendo dalle mie alte aspettative poteva essere migliore, che comunque mi ha soddisfatto e che per conoscere l’autore, a soli 5,50€, va assolutamente fatto!

Di seguito qualche parola su ogni racconto.

 

La sedia umana ****

Un artigiano bruttissimo ma abilissimo a creare sedie si innamora di una sua creazione e decide di "viverla".

Chissà se il finale è sincero. Il tutto è sia grottesco, inquietante e divertente e con buon ritmo.
Questo racconto fu già pubblicato in italiano nel lontano 1976 ed allora fu molto apprezzato.
Sa di Poe e Asimov, con un gusto tutto giapponese nelle ossessioni del protagonista.
La scrittura e struttura del racconto mi ricordano i già citati scrittori, anche nel modo di usare una lettera nel raccontare (mannaggia al font piccolissimo!), nel ritmo e modo di progredire del racconto"chiudendosi" attorno ai protagonisti, come nei termini usati che sono un pò datati.

 

Il test psicologico ***
Un brillante studente vuole attuare il delitto perfetto ma....

Racconto giallo psicologico con risoluzione alla Detective Conan, Edogawa Conan, capite a me! ;)

 

La stanza rossa ***
Un club esclusivo in cui si raccontano horror accoglie un nuovo membro…

Il club della stanza rossa mi ricorda in qualche modo Rohald Dahl ed i suoi racconti da brivido sempre al limite dell’assurdo.
Intrigante l’idea del tipo di delitto perfetto perpetrato dal sedicente pluriassassino.

 

Il bruco *****
Un mutilato di guerra vive quasi in stato vegetale, accudito dalla moglie, nel parco della villa di un grande generale. Suo unico contatto col mondo gli occhi vivaci e penetranti e le vivide passioni inappagate. La solitudine pesa su questi personaggi…

Il più bello della raccolta, per me, perché mi ricorda storie di spettri giapponesi ed atmosfere della campagna nipponica.

 

L’inferno degli specchi ****
Riflessi di pazzia.
Un amico strambo e la sua ossessione per l’ottica lo portano a creare lo specchio totale.

Mi ricorda un’intensa esperienza sensoriale regalatami da una creazione di Yayoi Kusama, artista guarda caso giapponese, You Who are Getting Obliterated in the Dancing Swarm of Fireflies che consisteva nel chiudersi per alcuni minuti in una stanza buia tutta di specchi in cui delle luci come lucciole si accendevano a diversa intensità e frequenza. 

 

I gemelli ***1/2
Confessione di un condannato a morte.

Anche qui un caso giallo che viene svelato dal colpevole stesso. Gustoso ma forse il più prevedibile, già dal titolo.

 

La rupe ***
Una moglie ingenua, un marito pericoloso, o due amanti diabolici?

In forma di atto teatrale un racconto di...astuzia.

 

I due menomati ***
Due anziani alle terme si scambiano ricordi di vita e segreti inconfessati.
Anche qui un accenno alla guerra ed alle sue conseguenze.
Benchè prevedibile, un altro esempio di delitto perfetto e beffa ben congeniati.

 

Il viaggiatore col quadro di stoffa ****
Sul vuoto treno di ritorno da una spiaggia dove si possono osservare miraggi, l’incontro con un misterioso uomo ed il suo bagaglio.

Il racconto forse più fantascientifico o fantastico della serie, insieme a “La sedia umana”.
Mi è piaciuta la descrizione della vecchia Tokyo e la poesia insita in quel portare in viaggio il quadro.
Malinconico ed onirico.

 

 

Voto:



Altri dati


Autore: Edogawa Ranpo

Traduttore:  Laura Serra

Postfazione: James B. Harris

Titolo: L'inferno degli specchi

Pagine: 209

Editore: A. Mondadori

Data di pubblicazione: Apr, 2011

18/03/2011

Perdido Street Station - China Miéville

MISTURE SOSTANZIOSE SON SCOMODE AL PALATO...

 

 

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Descrizione

La metropoli di New Crobuzon si estende al centro di un mondo sbalorditivo. Umani, mutanti e razze arcane si accalcano nell'oscurità fra le cimiere, lungo fiumi indolenti alimentati da rivoli innaturali, tra fabbriche e fonderie che pulsano nella notte. Per più di mille anni il Parlamento e la sua brutale milizia hanno governato su una moltitudine di operai e artisti, spie e maghi, ubriachi e prostitute. Ma uno straniero è giunto con le tasche piene d'oro e ha imposto una richiesta inverosimile, scatenando l'incredibile.

 

Commento

Un bel tomone fantasy che molto deve allo steampunk, che è urban in quanto ha per ambiente, sfondo e protagonista la città, che si avvicina alla fantascienza nelle creature fantastiche coinvolte (i Garuda, i Vodyanoi anfibi ancora si salvano, ma quando passiamo a robot e cyborg ... e se pensiamo che Guerre stellari è catalogato come fantascienza, come pure il buon Zelazny in "Signore della luce", capiamo qualcosa in più).

New Crobuzon è l’immensa e variegata città stato Questo posto con una cultura bastarda. Questa città ibrida in cui si muovono creature di ogni sorta e tipo, ed in cui uno studio azzardato, prezzolato ad uno scienziato non convenzionale, scatena involontariamente il caos e rischia di portare alla distruzione!

 

Ma vediamo i personaggi in carne e ossa che si muovono Nell'incerta, violenta, insincera e repressiva atmosfera politica di New Crobuzon:

Yagharek, il garuda rinnegato (Troppo Troppo Astratto), SELVAGGIO E IMPENETRABILE, che con il suo crimine indefinito ed indefinibile e la ricerca di completezza dà il via alla vicenda.

Mi misi in viaggio attraverso il continente per diventare completo. E il deserto venne con me.

Isaac Dan der Grimnebulin, lo scienziato STRAVAGANTE SECOLARE SOCIEVOLE, con le sue ricerche sulla energia di crisi.

Lin, la sua amante, la kephri artista. Sensuale ed inquietante l'idea di queste belle donne dalla testa di blatta, o come direbbero loro: Gli umani hanno corpi, gambe e mani da khepri; e la testa di gibboni rasati.

Derkhan, la giornalista ribelle DIAMETRALE NONCURANTE FEROCE, che accompagnerà nell’avventura questi ed altri personaggi.

Ed ancora Lemuel dalle mille risorse, Il Tessitore, che è quello che pensaparla in maiuscolo, il Consiglio cittadino, il malavitoso, il Consiglio dei congegni, i Rifatti «E il Rifacimento è arte, sai. Un'arte malata. L'immaginazione che richiede!>> ...

 

La scrittura è molto descrittiva e spesso pesante, anche se col progredire del libro ci si abitua a questo ritmo che si sfrutta per creare l'atmosfera, il mondo in cui muoversi: New Crobuzon, l'immensa città decadente, sporca, sordida e viva.

New Crobuzon era un'immensa fossa epidemica, una città patogena. Parassiti, infezioni e dicerie erano incontenibili.

Mieville ci tiene ad immergerci nella sozzura delle città, nei vicoli stretti, ingombri e dai muri scrostati, nelle case semiabbandonate. Continua anche troppo verbosamente a ricordarci questo degrado fisico e mentale, questo vivere ai margini, lo sporco, il vizio, il pericolo, la morale deviata. Questo ci fa "credere" nel suo mondo, lo rende palpabile e vivo e inquietante.

 

Il libro è ricco di quel pathos, il continuo pericolo, la ricerca disperata, che mi mancava in "Un regno in ombra". Ci si sente sempre ricercati, rinnegati, in costante tensione e pericolo, si vive su un filo di rasoio ad un passo dal precipizio.

Anche se un tocco di prevedibilità resta, come pure un tocco di incoerenza o incredibilità nell'invisibilità del gruppo freak più ricercato dell'universo.

Noi fuggiaschi. Congegni che svelano segreti; garuda confinati a terra; giornalisti che inventano le notizie; scienziati criminali e criminali scientifici. Il folle dio danzante ci ha riuniti tutti come adoratori erranti, rimproverandoci di esserci smarriti.

Oltre che un senso di disagio nel finale, questo mi porta nel complesso a dargli 4 stelle, per una piccola delusione di fondo che non so spiegare ulteriormente.

 

Per altre informazioni:

http://en.wikipedia.org/wiki/Perdido_Street_Station

 

Un interessante estratto sulla teoria della crisi, parla Grimnebulin:

 

“(...)un triangolo contenente una croce. Afferrò una matita e scrisse delle parole in coincidenza dei tre vertici del triangolo. Voltò il diagramma per mostrarlo al garuda. Il vertice in alto era contrassegnato Occulto/taumaturgico; quello in basso a sinistra Materiale; quello in basso a destra Sociale / sapienziale. «Allora intesi, dunque, non ti ingolfare troppo in questo diagramma, Yag vecchio mio, dovrebbe essere un aiuto per pensare meglio, niente di più. Quello che ci trovi è una rappresentazione dei tre punti all'interno dei quali si colloca tutta la cultura, tutto il sapere. «Qui sotto c'è la parte materiale. Si tratta della materia fisica, atomi e cose simili. Tutto a partire dalle particelle femtoscopiche fondamentali come gli elettroni fino ai grandi vulcani. Rocce, elettromagnetismo, reazioni chimiche... Tutto questo genere di roba. «Al vertice opposto, c'è il sociale. Le creature senzienti, che di certo non mancano al Bas-Lag, non possono essere studiate come fossero pietre. Riflettendo sul mondo e sulle proprie riflessioni, umani, garuda, cactacee e quant'altro creano un diverso ordine organizzativo, giusto? Quindi devono essere esaminate nei propri termini, ma allo stesso tempo questo angolo è legato alla materia fisica che è la parte costitutiva di ogni cosa. Ed è per questo che qui c'è questa bella linea che unisce i due punti. «Il vertice superiore è l'occulto. Qui viene il bello. Occulto: 'nascosto'. Comprende le svariate forze e dinamiche che non si limitano ad avere a che fare con le interazioni tra i vari pezzi e pezzettini del mondo fisico, e non sono soltanto i pensieri dei pensatori. Spiriti, demoni, dèi, se vuoi chiamarli così, taumaturgia... di certo hai colto l'idea. Si trova in cima, distante, ma è legato agli altri due. Prima di tutto, tecniche taumaturgiche, invocazioni, sciamanesimo e così via, ognuna di queste pratiche influisce sui ed è influenzata dai rapporti sociali dell'ambiente circostante. E poi c'è l'aspetto fisico: stregonerie e incantesimi sono in massima parte manipola-zioni delle particelle teoretiche, le 'particelle incantate' dette anche tauma-turgoni.

(…)

batté il petto «ritengono che appartengano essenzialmente allo stesso genere dei protoni e di tutte le particelle fisiche. «Qui...» continuò Isaac con aria maliziosa, la voce che rallentava e si abbassava, «è dove la cosa si fa davvero interessante. «Se prendi in considerazione un qualsiasi settore di studi o conoscenza, vedrai che si trova in un qualche punto di questo triangolo, ma non esattamente su un angolo.

(…)

Cosa c'è esattamente al centro? «Alcuni pensano ci sia la matematica.

(…)

La matematica è totalmente astratta, su un solo livello, radici quadrate di meno uno e roba simile; ma il mondo è indiscutibilmente e rigorosamente matematico.

 

Voto:



Altri dati

 

Pagine: 744 Pagine

ISBN-10: 8834709403

ISBN-13: 9788834709405

Editore: Fanucci

Data di pubblicazione: Jan 01, 2003